SAPETE CHI E’ STATO IL PRIMO ANIMATORE ITALIANO?

La storia più famosa tra gli addetti ai lavori, ha come protagonista uno tra i più popolari autori e conduttori della televisione italiana: Giancarlo Magalli, classe 1947, secondo la leggenda il primo animatore turistico italiano.
Durante le vacanze di Natale e Capodanno dell’anno 1967, un paio di settimane
prima di partire per l’anno e mezzo di leva obbligatoria, Magalli si ritrova, per
personale e disinteressato spirito d’iniziativa, ad organizzare tornei, gare di ballo e serate a tema per gli ospiti di un villaggio vicino Cortina D’Ampezzo, dove si trova in vacanza. Questo villaggio, situato precisamente a Borca di Cadore (BL), è di proprietà della SEMI, e caso vuole che quell’anno siano presenti a trascorrere lì le vacanze il direttore generale e il presidente della società.
Vedendo le capacità e la propensione all’organizzazione e al coinvolgimento
degli ospiti di questo ragazzo sveglio e simpatico, gli propongono di replicare
quanto sta facendo lì durante i mesi estivi, nel villaggio turistico Pugnochiuso in Puglia, nel Gargano, che sarebbe stato inaugurato nell’estate del 1969, un anno e mezzo dopo, esattamente il periodo che il ragazzo avrebbe dovuto svolgere da militare. Detto, fatto. Nel maggio del 1969 Giancarlo si congeda e parte per la Puglia. Pugnochiuso è una struttura molto bella e attrezzata (comprende due  alberghi, bungalows, ville, spiaggia, impianti sportivi), ma soprattutto grande, arrivando ad ospitare fino a duemila persone. Per quattro mesi, completamente da solo, Giancarlo Magalli si ritrova ad organizzare ogni momento della giornata, comprese le serate e la redazione di un giornalino del villaggio, in uscita tutte le mattine, per duemila persone. Tornei, feste in maschera, gite in barca, serate a tema, gare sportive, olimpiadi, bruschette al chiaro di luna, giochi e intrattenimenti di ogni genere tengono piacevolmente occupati gli ospiti che si avvicendano a Pugnochiuso da maggio fino a settembre, quando il primo animatore d’Italia torna a casa a Roma stravolto, ma soddisfatto dell’impresa.

Pesa cinquantotto chili. «Mai più stato così magro in vita mia», racconta
divertito.
L’esperienza si rivela utile, le lezioni e i trucchi imparati nella stagioneesperimento dell’estate ’69 vengono messi in pratica fin da subito e già l’estate successiva l’équipe di animatori di Pugnochiuso è formata da tredici elementi, dai tecnici agli animatori per i bambini, passando per gli istruttori sportivi e gli animatori nel senso più stretto del termine, i futuri “contattisti”. L’animazione diurna offre attività per qualsiasi fascia d’età, dalla nursery all’animazione per gli adulti, e quella serale spazia dalle tradizionali corride e feste in maschera, agli spettacoli preparati dalla stessa équipe, passando per gli spettacoli esterni, di artisti allora ad inizio carriera, contattati direttamente dal capo animazione Magalli. Sul palco dell’anfiteatro di Pugnochiuso passano tante delle allora giovani promesse dello spettacolo italiano: Cochi & Renato, Lino Banfi, i Giancattivi, i Gatti di Vicolo Miracoli, Pippo Franco. Grazie proprio a quest’ultimo Giancarlo Magalli avrà l’occasione di iniziare una collaborazione durata tredici anni, che darà il via alla sua carriera come autore, portandolo poi fino in RAI.
L’esperimento ha un grande successo, alla fine delle due settimane di
permanenza tante famiglie già prenotano per l’anno successivo, a patto di
ritrovare quella stessa animazione. Ed è proprio la firma, lo stile di Magalli e di
quelle prime quattro estati a Pugnochiuso che l’animazione turistica italiana porta avanti ancora adesso. Non solo di riflesso, ma in forma più che diretta, dal momento che lo stesso Magalli viene contattato a più riprese dalla Valtur per partecipare come formatore agli stages organizzati nel villaggio di Ostuni, in Puglia, per le nuove leve da inserire nelle équipe. Tra questi aspiranti, diventato l’animatore per eccellenza, risulta anche Rosario Fiorello.